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puzzle park

Riqualificazione di un’area a parco come opportunità per inserire una “tessera mancante di puzzle” tra varie parti ora separate, per riappropriarsi di una porzione di territorio ora estranea al contesto come un sasso in mezzo ad un corso d’acqua. Abbiamo voluto: dare permeabilità all’area, rompere lo spazio chiuso, utilizzare i punti di forza unici e peculiari del sito (ampi spazi verdi, viste panoramiche, flora,…), realizzare un intervento sostenibile ambientalmente, socialmente ed economicamente. Puzzle park crea continuità territoriale, mette in connessione, si collega ai percorsi pedonali esistenti, ne diventa punto d’attrattiva. E’ pensato come uno spazio accogliente per tutti: bambini e anziani, giovani e no, persone con problemi motori e sensoriali e no, residenti, villeggianti e turisti. “Il verde di tutti”, si è progettato usando come riferimento le utenze deboli (bambini, i disabili, anziani, …) per ottenere uno spazio più interessante e fruibile per tutti.

Il parco racconta qualcosa del posto, del suo territorio attraverso dei percorsi: nell’arte, nella natura, nella flora alpina, nelle stagioni, nei sensi: dello sguardo (viste panoramiche, viste gradevoli, guardare le stelle, prendere il sole), dell’ascoltare (il vendo, gli uccellini,…), del sapore (i frutti), del toccare (con le mani, con i piedi), del sentire (odori, profumi,…). Il parco mira ad essere:

  • sensibile: parco tiene conto della sua naturalità: conformazione e natura del terreno , del clima, delle essenze locali,…
  • vario, mutevole con le diverse stagioni: le piante che fanno ombra d’estate e lasciano passare il sole d’inverno, che danno colore in autunno, e colore d’inverno, che danno frutti, che attirano farfalle, che sono casa per gli scoiattoli ed altri animali. Gli alberi non hanno solo colori diversi in autunno ma aspetti diversi in inverno, alcuni persono le foglie altre le mantengono secche, altri le mantengono di colore diverso, gli alberi hanno suoni differenti,
  • flessibile per eventi e funzioni future: si adatta ad essere utilizzato in più modi nel presente e da parte degli utenti, ma anche dall’ente gestore che potrà mutarne l’offerta.
  • del gioco libero, da inventare: spazio di cui appropriarsi in modo personale,
  • delle azioni: luogo in cui si possono fare delle cose, il parco non nasce da una volontà estetica ma da cosa si può fare lì.

Uno spazio di cui appropriarsi in modo personale.

Redevelopment of an empty space in a park as an opportunity to place a “missing piece of a puzzle” between various parts now separated, and to reclaim a portion of territory now foreign to the environment, as a rock in the middle of a river.We wanted to: give permeability to the area, break the enclosed space, use the strengths of the site (large green areas, panoramic views, flora, …), achieve a sustainable intervention (socially and economically). Puzzle park creates territorial continuity, brings connections, it connects to the existing pedestrian paths, becomes a point of attraction. It is thought as a welcoming space for everyone: children and elderly, young people, people with sensory and motor issues, residents, vacationers and tourists. “Green for All”, is designed using as a reference the weak users (children, the disabled, the elderly, …) to get a space more interesting and enjoyable for everyone.

The park say something about the place and his environment through different trails: in art, in nature, in the alpine flora, in the seasons, in the senses: sight (panoramic views, pleasant views, look at the stars, sunbathing), hearing (the wind, the birds,…), taste (the fruits), touch (with hands and feet), smell (perfumes,…).  The park aims to be:

  • Sensiteve. it takes into account its naturalness: shape, nature of the soil, climate, local species, …
  • Mutable. it change with the different seasons: plants provide shade in summer and let in the sun in winter, give different color in autumn and fruits in summer, attract butterflies, are home for squirrels and other animals. The trees have not only different colors in autumn but different aspects in winter: some lose their leaves, other wither, other retain different colors.
  •  flexible for future events and functions. it is suitable to be used in multiple ways by users, but also by the management that can organize different things and change the offer.
  •  Playful. a space to be used in a personal way. From surveys made ​​in the surrounding area, it could be seen that the local children still play as in the past, in a free and non-encoded way, using the space with simple elements.
  • Practical. a place where you can do things; the park is not born by aesthetic desire, but by what you can do there.

A space to live in a personal way.puzzlepark04 puzzlepark 02 puzzlepark 01

SLOWS AND SOUNDS

SLOWS AND SOUNDS è un sistema di “bande sonore” messe a punto dallo studio bellinelliarchitetti. E’ una composizione di bande sonore modulari (quelle che normalmente si trovano in commercio in materiale plastico oppure in vernice bi-componente) e segni grafici.

Abbiamo preso spunto dall’Urban sound ma senza la pretesa di raccontare pezzi di città e paesaggi;  volevamo trovare uno strumento per indurre un rallentamento dei veicoli trasformando il “fastidio” in piacere. Le note musicali sono state convertite in spazi e rilievi e la loro composizione, al passaggio delle ruote, produce melodie. I segni grafici possono comunicare, indicare un punto, segnalare un momento, evidenziare e suscitare curiosità, l’asfalto come una lavagna su cui scrivere.

SLOWS AND SOUND is a system of “rumble strips” developed by the architectural firm bellinelliarchitetti. It is a modular composition of rumble strips (those that are normally sold in plastic or in two-component paint) and symbols.

We have been inspired by the Urban sound without claiming to tell parts of cities and landscape; we wanted to find a way to induce vehicles to slowdown, turning the “annoyance” in pleasure. The musical notes have been converted in spaces and reliefs, and their composition, at the passage of the wheels, produces melodies. The symbols can communicate, indicate a point, highlight and arouse curiosity; the asphalt like a blackboard to write.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=_mo8ysCRE74

senti le mucche… hear the cows…

Il tema: il riuso/riciclo di una vasca di abbeverazione per le mucche da trasformare in fontana pubblica.

L’approccio: siamo partiti da tre punti, l’uso originario della vasca, la situazione originaria e attuale del luogo di posizionamento della futura fontana. La vasca era un manufatto realizzato per far abbeverare le mucche al pascolo e posizionato solitamente nel prato; il luogo di posizionamento della fontana, ora un piazzale asfaltato, era in origine parte integrante di un promontorio che “avvolgeva” un santuario. Ora è luogo di grande passaggio pedonale, punto di partenza/arrivo e transito verso belle passeggiate nel bosco.

Il progetto: la vasca è collocata sopra un “pascolo” che ha rotto l’asfalto e si è riappropriato del suo luogo, al posto dell’asfalto c’è erba, margherite e ghiaia. L’acqua viene portata attraverso due tubi in ferro che si intersecano ricordando un animale che beve e su questi sono fissati dei campanacci da mucca. Bambini nel passeggino o persone su sedia a rotelle possono giocare con l’acqua e con i “campanacci”, altri possono giocare nell’erba, gli anziani si riposano lungo la passeggiata, … Sentiamo il suono dei “campanacci” e ci compaiono belle mucche alpine con il loro sguardo buono e gli orecchi attenti. Vecchie immagini e suoni dimenticati ricompaiono e per tutti lo spazio diventa funzione, gioco e memoria.

The theme: the reuse / recycling of a tank for watering the cows to turn into a public fountain.

The approach: we started by three points, the original use of the tank, the original situation and the place where the fountain will be placed. The tank was an artifact created to water the cows, usually placed in the lawn; the place where will be placed the fountain, now a paved square, was originally part of a promontory that “wrapped” a sanctuary. Now it is a place of great pedestrian crossing, point of departure / arrival and transit towards beautiful walks in the woods.

The project: the tank is located above a “pasture” that has broken the asphalt to reclaim his place, and now instead of asphalt there is grass, daisies and gravel. The water is brought through two tubes of iron, which intersect each other recalling an animal who is drinking; above these are fixed cowbells. Children in strollers or people in wheelchairs can play with the water and with the bells, the others can play in the grass, and the elderly can resting along the walk, … Let’s hear the sound of the “bells” and see beautiful alpine cows with their good look. Old forgotten images and sounds reappear, and for everyone the space becomes function, memory and game.

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RICICLA RECYCLE

RICICLA è un nuovo centro di raccolta rifiuti che vuole essere qualcosa di più di un insieme di cassoni sopra un piazzale maleodorante delimitato da una recinzione con siepe. Vuole essere una rappresentazione plastica di un nuovo modo di vivere; l’abbiamo immaginata come un grande pettine che si infila nel terreno, distribuisce funzioni e suggerisce azioni. Immaginiamo il futuro passare attraverso modelli di vita legati allo sviluppo sostenibile tra consapevolezza del consumo e ottimizzazione delle risorse; immaginiamo un paese virtuoso che non si limiti ad entrare nella classifica dei “paesi ricicloni” ma che diventi un modello da seguire, dove, con il passare del tempo si vive meglio.

In questo quadro l’intervento è una risposta innovativa, sia sul piano tecnico che su quello socioculturale; uno scenario entro cui sono definite appropriate strategie d’azione urbana. L’oggetto rifiuto viene tolto dal suo tradizionale contesto ed acquista un nuovo valore, ritorna merce. L’intento principale del nostro progetto è quello di fare in modo che la sua frequentazione diventi parte delle abitudini dei cittadini con lo stesso meccanismo che si usa quando ci si reca nel negozio per comprare ciò di cui abbiamo bisogn, qui ci si reca al centro di raccolta quando dobbiamo smaltire qualcosa. Non ci si deve vestire come se si andasse in una stalla, non ci si deve tappare il naso, tenere lontani i bambini, è un posto gradevole, sicuro e pulito, dove ci si può andare con i bambini per mostrare qual è il comportamento giusto… il futuro non potrà che essere più consapevole.

Oltre ad una prevenzione di scarichi di rifiuti ”selvaggi”, ad un risparmio di energia ed al recupero di materie prime p regiate, crediamo che potrebbero crearsi anche interessanti possibilità di avviare programmi di occupazione di importanza sociale: laboratori di disassemblaggio, centri di  raccolta di indumenti o libri, negozi dell’usato, …. una nuova micro imprenditorialità. I nostri ingredienti sono:

                •             progettazione architettonica di qualità che consenta al luogo di essere “attrattivo” per i cittadini (immagine, pulizia, inserimento armonico nel contesto,…)

                •             facilità di utilizzo, accessibilità da parte dei fruitori e di tutti gli utenti,

                •             predisposizione per lo svolgimento di molteplici attività connesse alle problematiche dello smaltimento ecosostenibile e del riciclaggio, 

                •             utilizzo oculato dei consumi, attraverso un uso consapevole dell’energia.

RECYCLE is a new waste collection center that wants to be something more than a collection of trash bins on a smelly square and bordered by an ugly fence. The project aims to be a plastic representation of a new way of life; we have imagined it as a large comb that sticks into the ground dividing functions and suggesting actions. We imagine the future linked to lifestyles related to sustainable development, to awareness of consumption and to resource optimization; we imagine a virtuous town that becomes a model to follow, where people live better.

In this context the project is a technically and culturally response innovative, a scenario in which are defined appropriate strategies of urban action. The waste is removed from its traditional context and gets a new value, returning merchandise. The main aim of our project is to make sure that his frequentation becomes part of the habits of the citizen: with the same mechanism that is used when we go to the store to buy what we need, here you go to the center collection when we have to dispose something. we don’t have to dress as if you have to go to a stable, we don’t have to close our nose and keep children away. this is a pleasant place, safe and clean, where you can go with the kids to show what is the right behavior. the future is bound to be more aware.

We believe that may also be created interesting possibilities to start job programs of social value: disassembly laboratories, assembly centers for clothing or books, thrift shops, …. a new micro-entrepreneurship. 02 concept small02 concept b small

il nido the nest

L’obiettivo è il sopralzo e l’ampliamento in facciata di un edificio esistente. L’intervento è stato visto come l’occasione per ripensare la casa e alle azioni che nei suoi spazi si possono fare, per adeguarla alle nuove esigenze, al carattere e gusto della famiglia; e non ultimo occasione per mettere in atto quegli accorgimenti che consentiranno alla casa di mantenere il suo valore sul mercato. Funzione e ironia sono gli ingredienti della nostra ricetta.

I problemi di illuminazione naturale, di protezione dagli agenti atmosferici, di flussi e percorsi, riservatezza, di azioni (rilassarsi al sole, giocare, guardare il cielo stellato, accogliere, guardare gli alberi, ascoltare il vento, studiare, annusare, darsi del tempo,…) vengono  risolti con semplicità ed un tocco di ironia.

La mente è andata subito alla famiglia proprietaria dell’edificio e l’immagine del NIDO e di ciò che avviene dentro ha preso forma: le falde del tetto si piegano a forma di “becco” per accogliere meglio le persone e per far entrare il sole, “rami d’albero” reggono il nuovo tetto e diventano camino esterno, pluviale, luce concentrata, lo spazio si dilata in avanti ed in alto per quanto concesso, facendo diventare i limiti spunti di progetto.

The goal is to raise the roof and expand the front of an existing building. The intervention was seen as an opportunity to rethink the house and the actions that you can do in its spaces, to adapt to the new needs, character and taste of the family, and as an opportunity to implement those measures which maintain over time the economic value of the building. Function and irony are the ingredients of our recipe.

The problems of natural light, protection from the weathering, privacy, actions (relax in the sun, playing games, watching the starry sky, look at the trees, listening to the wind, study, take time, …) are solved in a simple way and with a touch of irony.

The mind went immediately to the family that owns the building and to the image of the NEST: the pitches of the roof are shaped like a “beak” to accommodate more people and to let in the sun; the “tree branches” hold up the new roof and become outdoor fireplace, waterspout, concentrated light. The space expands onward and upward until the permitted extension, making the limits design ideas.

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Il brutto anatroccolo

Questo piccolo, brutto anatroccolo si è lasciato guardare un poco più da vicino e….

Siamo partiti dalle azioni che in quegli spazi la committenza desiderava fare, abbiamo dato nuove funzioni, nuovi flussi, cancellato e pulito qualche incrostazione e qualche difetto, dato qualche regola ed il piccolo anatroccolo si è trasformato in una casa accogliente che ha voglia di far mostra di sé.

La funzionalità, la flessibilità, le azioni, il rapporto esterno-interno, il clima, il cielo, l’odore di prato, la luna, i piedi sono gli ingredienti del progetto.(bellinelliarchitetti)

Il gigante seduto sulla collina

Il “gigante seduto sulla collina” è uno splendido edificio che aspetta una nuova opportunità per rivivere. L’edificio di inizio secolo scorso è situato a Fino del Monte, a pochi passi dal massiccio della Presolana (BG). Le superfici commerciali sono così suddivise:

  • 200,00 mq seminterrato
  • 600,00 mq di unità abitativa
  •   90,00 mq di terrazzi/portici/logge
  • 180,00 mq di sottotetto
  •    35,00 mq di autorimessa/accessorio

Abbiamo svolto uno studio di fattibilità che prevede un intervento di riqualificazione con la suddivisione dell’edificio in 3 unità abitative di prestigio, senza modificare l’involucro esterno, e demolendo solo tavolati interni senza grossi interventi sui muri. In questo modo ogni unità occupa un intero piano con il massimo soleggiamento ed ognuno con elementi di interesse (portico, loggia, veranda,…); funzionalità, praticità ed emozione sono gli ingredienti del progetto.

Siamo a disposizione per eventuali chiarimenti, informazioni, ecc..

The object in question is the Il gigante seduto sulla collina in the city of Fino del Monte (BG), in Italy. The buildings are two, the main villa and a small body near the border, intended to garage. The villa, dated 1925, has historical and architectural interest, and dominates the scene with old trees and a huge park (4000 sqm). Separated from the main body, the little building is combined with the stone wall of the park boundary and fits harmoniously with the environment. The main building, built on three floors above ground and with a symmetrical layout, is an important example of eclectic architecture, enriched by elegant arcades, round arches and paintings with floral decoration. The prospects are characterized by a coating in ashlar and aligned windows divided into four orders. The interiors preserve many original features, including the wooden frames of the doors and the painted decorations on the ceilings. We have performed a feasibility study, which consist in a renovation project with a subdivision of the building into 3 apartments of prestige, without changing the exterior, and demolishing only internal planks without major interventions on the walls. In this way, each unit has an entire floor with full sunlight and each with elements of interest (porch, lodge, veranda, …).

The commercial areas are divided as follows:

  • 200,00 square meters of basement
  • 600,00 square meters of housing unit
  • 90,00 square meters of terraces/porches/lodges
  • 180,00 square meters of attic
  • 35,00 square meters of garage

SENSI-TIVE o SENTI-TIVE

 

bellinelliarchitetti è stato selezionato per il  2° Contest di Creatività Sostenibile con SENSI-TIVE, un nostro progetto sostenibile, in occasione del MACEF 2012.

THE SENSITIVE HOUSE is not the invention of a product, but the invention of  a concept, of a way of life. It is a building close to the lives of people who live in and at the same time wants to fit in the larger lifecycle of landscape-nature.

I AM SENSITIVE TO A MORE BIG PROJECT AND I WANT TO GET INVOLVED IN THE LIFECYCLE OF THE LANDSCAPE-NATURE:

  •  buildings are the main cause for the atmospheric pollution in the world. I am constructed to limit the pollution during my construction: I am composed of materials made without pollution, in part at Km=0. I am constructed to limit pollution during my life: reduction in consumption with the correct orientation, energy efficiency, thermal isolation, and demand reduction (vegetation that lowers temperature, natural lighting, shading, …), etc.
  • buildings have often caused critical elements in the context and in the landscape. I try to overcome the difficulties and also to rebuild the habitat by increasing green spaces in my neighbourhood (land drainage, roof gardens, trees, …) and then to improve air quality.
  • buildings are largely responsible for the great amount of solid waste and for the important use of natural resources. I use fewer new resources during my construction, using material derived from the demolition of other buildings, from recycled materials (paper, plastic, ….) and from wood that comes from certified forests or forest management (trees felled by natural disasters, sick, etc…). I save resources during my life, using renewable energy (recycled water, rain, wind, sun, earth energy, …).  I diminish the wet waste by encouraging composting and recycling in my green spaces. I minimize my future waste derived from my decommission, planning a selective demolition for easy separation of materials for their re-use.
  • Some problems derived from the management of waste materials can become an opportunity: the waste of excavations, demolitions and constructions in Italy are in small part recycled (10%); they may find a greater re-use in the market for recycled aggregates or in new materials for construction (paving, tiling, cladding, roofing, …). The “waste” of the forests as a result of cuts in maintenance, of natural disasters or diseases are under-utilized for energy purposes, and can be used as materials in construction.  Can be created new chains, new professional figures and growth, in a more sustainable future.
  • the environment in which we live conditions us. I show me to the children that will grow up with a greater respect for the environment in which they live in; I light a “fuse” for a virtuous behaviour in a future that will demand more sustainability.

2° I AM SENSITIVE TO WHO LIVES IN ME:

  •           I take care in life:

_ The layout is flexible and elastic, I adapt me to the various seasons of family and people (children, teenagers, adults, elderly). I can accept an elder or a teenager who wants to be independent, I can have a space to work at home, I can modify me when children grow or when they leave home. Spaces are designed around the actions that you can do there.

_ Some architectural elements may become different things and adapt to several purposes: the floor can become a seat, games for sand, earth or water; a partition element can become a wardrobe, a couch, a table, … The finishes can be interchanged to suit the different tastes .

_ I am safe (fire control, security for people and for intrusions).

_ I am strong and hard over time.

_ I am practical, liveable and easy to use, for children, for those who have mobility problems or sensory impairment, for all of us, fat or thin, low or too high, for those who are expecting a baby, or have a broken leg;

_ I am functional and easy to manage and to maintain (finishes assembled and planned for their removal), I have the instructions for use.

_ I am hospitable, comfortable for a visual, acoustic, thermal and hygrothermal comfort.  I promote the use of the senses (feel the weather, the sky, the moon, the sights, the smells, the tastes …) and so the emotions.

_ I promote the health of those who live in me, with the use of healthy materials, the reduction of pollution and encouraging psychological well-being.

_ I am socially sustainable: I have spaces in common with other houses, I promote socialization and I minimize conflicts with neighbours (soundproofing, visual dividers, easy management …); I promote family ties giving the opportunity to welcome in the house a elderly.

  • I’m affordable: less expensive, I save in management (energy, easy maintenance and reducing the needs with the use of renewable resources). Durable in time, I respond to the legislation and to the needs of tomorrow, “I keep the market.” My spaces can be adapted for have independent parties or to be rented or to promote a “micro-enterprise”.

                                                             The dream

SENSI-TIVEis a case study that aims to become an exportable way of life.

A house that is part of two life cycles: first the biological life cycle of the landscape and environment, and on the other side the life of the people.

Is part of the lifecycle of the landscape and makes her a fundamental principle: in nature there is no waste (what is rejected, it is absorbed and recirculated) and becomes a “fuse” that triggers sustainable economic and virtuous activities.

Is part of life of people who live in, taking care of them, offering itself not only as a “space-box” but as a “tool” to live better, to stay at home , to work, to earn, to get excited, to look from another point of view, to raise children who can become sensitive towards a new approach of building and living, a new way of life

SENSI-TIVE o SENTI-TIVE

Relazione

La rossissima trottola

Timide musiche si lasciano scoprire solo da chi le ascolta, parlano di gioia, di armonia, dolore, passione, attesa… seducono.  E’ come se le musiche avessero percorso antichi giardini ricchi di sorprese e affascinate, ne avessero carpito i rumori che lì abitavano. Ora, ticchettii, vuoti d’aria, metalli in movimento trovano nuova vita. Posso sentire parole e grida di molti uccelli, sibili, battiti, corde tese e contrappesi …dell’acqua percossa, del vento, della neve che si appoggia al suolo. Nella mente la meraviglia, nel corpo un vento caldo. Dal buio della memoria riemergono pensieri, suoni, odori, immagini vaghe diventati lucciole tra l’erba alta. Riconosco singole espressioni che il tempo ha cresciuto ed che ora assumono maggior importanza e peso. Pare di essere in un bosco, con la testa sott’acqua; le musiche risuonano nella mente quasi fosse un primitivo strumento musicale. Mi rivedo  premere sopra una rossissima trottola…. ad aspettare la comparsa di immagini. (Giuseppe Bellinelli)

 

Dimensione bambino

 

Forse negli spazi che stiamo pensando, per un po’, non entreranno bambini, ma come sempre sul tavolo colorato mettiamo testi dedicati alla progettazione di spazi per bambini come  questo libro di  Jeannette Altherr, un magazizno di sogni, dove  i creatori ispirandosi all’ infanzia, diventano l’anello di congiunzione tra passato e futuro.

Quando uno spazio va bene per i bambini, va bene per tutti. E’ sicuro, accogliente, comodo, modificabile, curioso e ricco di rimandi. Può essere usato da tutti, da chi ha problemi motori o sensoriali, da chi non si rassegna ma invecchia, da chi ha imprigionato gli odori in un barattolo ermetico, da chi non dimentica mai le regole. E’ divertente progettare per i bambini, costretti a pensare nel concreto, a carponi, a guardare tutto dal basso e da vicino… si vede di più. (Giuseppe Bellinelli)

la casa, un oggetto sconosciuto

Mentre conosciamo tutto del nostro cellulare, della nostra auto o della nostra TV, non sappiamo quasi nulla della nostra casa; è spesso un“oggetto” sconosciuto: non sappiamo dove scorrono gli impianti, che materiali ci sono dentro i muri o nel tetto, se sono pericolosi o meno, non sappiamo cos’è seppellito sotto il nostro prato.

Quando acquistiamo la nostra casa, spesso andiamo alla cieca, siamo in balia del venditore che ci può raccontare tutto, tanto non abbiamo gli strumenti per capire. Non sappiamo nulla su come sono state realizzate, non abbiamo certificazioni (se non quella energetica che spesso è “finta”), garanzie sulla durata degli elementi, sulle prestazioni, sui consumi energetici, sulle modalità di intervento. Non ci sono le istruzioni per l’uso.

Gli edifici, anche quelli nuovi, sono spesso costruiti in modo “vecchio”, non si adattano ai nuovi bisogni delle famiglie, sono scomodi, talvolta pericolosi, poco funzionali, non sono economici nella gestione, non sono flessibili, non si adatteranno ai cambiamenti della famiglia, al lavoro, non sono conformi alla normativa vigente (figuriamoci alla normativa di domani), ecc.. questo cosa causerà? Non terranno il mercato di domani, si svaluteranno un sacco.

La maggior parte delle persone crede che questo sia normale. NON è normale, si può e si deve pretendere molto di più da un super-investimento come è quello della casa. La tua casa può essere bella, confortevole, sicura, flessibile, fresca d’estate e calda d’inverno (a basso costo e senza condizionatore), può essere comoda per i bambini, per gli anziani e per chi ha problemi sensoriali o motori. Può trasformarsi in base alle esigenze della famiglia: può avere uno spazio indipendente per un anziano che entra in casa, un adolescente che prolunga la sua permanenza in famiglia, per lavorare da casa o per affittarne una porzione,…

La tua casa può essere personalizzabile, arredabile, garantire riservatezza, può essere silenziosa, consumare poco ed essere facile da mantenere. La maggior parte delle persone si accontenta perché non sa quello che può pretendere allo stesso prezzo. (Giuseppe Bellinelli)

Di che giardino sei?

Attraverso la ricomposizione delle immagini, dei ricordi, delle fantasie che costituiscono l’archetipo del nostro giardino intimo ognuno di noi può imparare a conoscere più in profondità se stesso e gli altri. Questo saggio restituisce il giardino alla sua funzione di luogo e produzione del mito. Un mito personale, liberato dalle convenzioni uniformanti della dimensione sociale, per accogliere lo spazio interno e privato della memoria, dell’attenzione amorevole a quel che si è stati, a quello che si sceglie di essere.

Attraverso immagini di giardini dipinti nei tempi: il giardino chiostro, il giardino lunare, stanza, urbano, aereo, paesaggio,… il libro fa immaginare, viaggiare dentro di noi e appaiono suoni e parole cresciute dal tempo. Credo che quando l’architettura riesce, anche solo in parte, a fare questo è un’ottima architettura. Ora raccogli parole, colori e odori e cominciamo a progettare. (GB)

Prepariamoci a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza… e forse più felicità

Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. L’autore racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, e indica il programma politico che voterebbe. Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane ed economiche (dal consumo d’acqua ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili, dall’orto all’impegno civile).

Un libro intelligente che ci mostra come la crisi economica ci obblighi ad usare meglio ciò che abbiamo.  Da tempo il nostro studio sta svolgendo ricerche per un abitare sostenibile (economicamente, socialmente e ambientalmente), ed ora tutti gli studi, le ricerche internazionali  e l’andamento economico del mercato convergono sul fatto che questo modo di concepire l’abitare e quindi il costruire è la via obbligata per affrontare la crisi economica.

Chi l’ha detto per esempio che la casa è solo una spesa? Se guardiamo in modo un poco acuto e più in là vedremmo che abbiamo a disposizione una serie di strumenti per ottimizzare i costi, diminuire le spese della nostra casa, ridurre i consumi, ecc.. se non la considerassimo come un oggetto estraneo a noi, lontano, difficile da capire e da controllare, ci accorgeremmo che può essere uno “strumento” al nostro servizio. Uno”strumento in grado di tenere il mercato” di domani, in grado di fornirci delle occasioni per una micro-imprenditorialità, per lavorare da casa, per accogliere un anziano che vuole la sua indipensenza, per un giovane che non riesce ad “uscire di casa” ; in grado di accompagnarci nella vita e farci vivere meglio.

atmosfere

Mi piace quest’architettura: della memoria, dell’impiego preciso e poetico dei materiali, della concretezza, del corpo, delle stagioni, dell’inaspettato, dell’emozione, dell’odore, del cielo, dell’azione, della corrispondenza tra forma e significato dove una molteplicità di piccole e piccolissime cose danno all’insieme un senso…sì mi piace.

Peter Zumthor: “Che cosa mi ha emozionato questa volta? Tutto: le cose, la gente, l’aria, i rumori, i suoni, i colori, alcune presenze materiali, le strutture, le forme. (…). L’architettura è fatta per essere vissuta, per essere utilizzata. (…). Non si lavora sulla forma ma su tutti gli altri aspetti: il suono, i rumori, i materiali, la composizione, l’anatomia,…Quarto: la temperatura dello spazio. Sto ancora cercando di elencare le cose che per me sono importanti ne creare un’atmosfera.

“…mi sembra ancora di sentire nell amano la maniglia dellaporta, quella porzione di metallo configuata a cucchiaio. La stringevo quando entravo nel giaridno di mia zia.  Mi ricordo il rumore della ghiaia sotto i miei piedi, la lucentezza moderata del legno di quescia lucidato delle scale (…)i seciati ricoperti di foglie di castagno in autunno e tante porte che si rinserravano in modo così diverso.

Il dizionario dei colori

Quanti colori codificatililla polvere, fiore di pesco, verde limone, ciclamino, verde smeraldo, lavanda scuro, rosa di parma, zafferano, rosso fragola, lampone, verde veronese, rosso rubino, verde muschio, verde pavone, violetto di cobalto, verde mela, blu reale, oro, giallo cadmio, vinaccia, verde bottiglia, blu di Prussia, nebbia, sabbia chiaro, cannella, verde oliva, senape, ruggine, azzurro-viola, cipria, avorio, verde perla, lacca solferino, malva opaco, cammello, terracotta, bronzo, tabacco, rosso granata, grigio petrolio, grigio piombo, …

E quanti colori ancora da creare: nero legno bruciato, bianco neve, blu cielo di montagna, verde temporale, rosso trottola, marroncino del mio vecchio cane, viola calze di cashmere, nero ciliegie, arancione cachi mai pronti, verde siepe di casa, lillaviola dell’amata di Chagall, grigiomarrone sabbia del sudafrica, bianco nuvola, marronelucido capelli, grigio tegola di quella cascina là, nero scarpe strette di Dalì, arancione montagna illuminata, beige pelle di Magritte, grigio ragno del cancello, verde viso del violinista di Chagall,…

          

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