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La rossissima trottola

Timide musiche si lasciano scoprire solo da chi le ascolta, parlano di gioia, di armonia, dolore, passione, attesa… seducono.  E’ come se le musiche avessero percorso antichi giardini ricchi di sorprese e affascinate, ne avessero carpito i rumori che lì abitavano. Ora, ticchettii, vuoti d’aria, metalli in movimento trovano nuova vita. Posso sentire parole e grida di molti uccelli, sibili, battiti, corde tese e contrappesi …dell’acqua percossa, del vento, della neve che si appoggia al suolo. Nella mente la meraviglia, nel corpo un vento caldo. Dal buio della memoria riemergono pensieri, suoni, odori, immagini vaghe diventati lucciole tra l’erba alta. Riconosco singole espressioni che il tempo ha cresciuto ed che ora assumono maggior importanza e peso. Pare di essere in un bosco, con la testa sott’acqua; le musiche risuonano nella mente quasi fosse un primitivo strumento musicale. Mi rivedo  premere sopra una rossissima trottola…. ad aspettare la comparsa di immagini. (Giuseppe Bellinelli)

 

Dimensione bambino

 

Forse negli spazi che stiamo pensando, per un po’, non entreranno bambini, ma come sempre sul tavolo colorato mettiamo testi dedicati alla progettazione di spazi per bambini come  questo libro di  Jeannette Altherr, un magazizno di sogni, dove  i creatori ispirandosi all’ infanzia, diventano l’anello di congiunzione tra passato e futuro.

Quando uno spazio va bene per i bambini, va bene per tutti. E’ sicuro, accogliente, comodo, modificabile, curioso e ricco di rimandi. Può essere usato da tutti, da chi ha problemi motori o sensoriali, da chi non si rassegna ma invecchia, da chi ha imprigionato gli odori in un barattolo ermetico, da chi non dimentica mai le regole. E’ divertente progettare per i bambini, costretti a pensare nel concreto, a carponi, a guardare tutto dal basso e da vicino… si vede di più. (Giuseppe Bellinelli)

SENSI-TIVE

SENSI-TIVE, LA CASA SENSIBILE non è l’invenzione di un prodotto, ma di un concetto, di uno stile di vita. E’ un edificio vicino vita di chi lo abita e allo stesso tempo vuole inserirsi nel ciclo di vita più ampio del paesaggio-natura.

SONO SENSIBILE (io edificio) AD UN PROGETTO PIU’ AMPIO VOGLIO INSERIRMI NEL CICLO DI VITA DEL PAESAGGIO-NATURA:

  • le costruzioni sono in gran parte responsabili dell’inquinamento atmosferico presente. Io invece sono ambientalmente sostenibile, inquino meno nella mia costruzione e nella mia vita,
  • le costruzioni spesso hanno causato elementi di criticità nel contesto e nel paesaggio. Cerco di risolvere le criticità e di ricostruire l’habitat aumentando gli spazi verdi nel mio intorno (terreni drenanti, giardini pensili, alberi,…) e quindi migliorare al qualità dell’aria.
  • le costruzioni sono in gran parte responsabili dell’enorme mole di rifiuti solidi totali e del ricorso importante alle risorse naturali, io uso meno risorse riciclando edifici, servendomi della manutenzione dei boschi, di energie rinnovabili e favorendo il mio riciclo,
  • l’ambiente in cui viviamo ci condiziona, faccio da esempio, creo filiera sostenibile, imprenditorialità.

SONO SENSIBILE (io edificio) VERSO CHI MI ABITA:

  • accompagno nella vita:_ flessibilità, mi adatto alle stagioni della famiglia,_ praticità per chi ha dei problemi motori o sensoriali e quindi per tutti,_ accogliente: benessere visivo, acustico, olfattivo, … Uso i sensi e favorisco le emozioni,
  • sono socialmente sostenibile: favorisco socializzazione e legami famigliari, riduco contrasti di vicinato,
  • sono economicamente sostenibile: costo meno, risparmio gestione, quindi ”tengo il mercato”, sono un investimento e favorisco “imprenditorialità domestica”.

Risponde alla crisi immobiliare guardando al ciclo biologico della natura.In macro, abbassa costo di costruzione e ambientale, attiva nuove professionalità, incrementa filiere ed imprenditorialità sostenibili locali: riduce rifiuti e inquinamento, ricostruisce habitat.In micro, aumenta benessere abitativo e valore di mercato, riduce costi, favorisce microimprenditorialità domestica ed un nuovo stile di vita: migliora la vivibilità, aumenta le funzioni e l’utilizzo. (bellinelliarchitetti)

 

la casa, un oggetto sconosciuto

Mentre conosciamo tutto del nostro cellulare, della nostra auto o della nostra TV, non sappiamo quasi nulla della nostra casa; è spesso un“oggetto” sconosciuto: non sappiamo dove scorrono gli impianti, che materiali ci sono dentro i muri o nel tetto, se sono pericolosi o meno, non sappiamo cos’è seppellito sotto il nostro prato.

Quando acquistiamo la nostra casa, spesso andiamo alla cieca, siamo in balia del venditore che ci può raccontare tutto, tanto non abbiamo gli strumenti per capire. Non sappiamo nulla su come sono state realizzate, non abbiamo certificazioni (se non quella energetica che spesso è “finta”), garanzie sulla durata degli elementi, sulle prestazioni, sui consumi energetici, sulle modalità di intervento. Non ci sono le istruzioni per l’uso.

Gli edifici, anche quelli nuovi, sono spesso costruiti in modo “vecchio”, non si adattano ai nuovi bisogni delle famiglie, sono scomodi, talvolta pericolosi, poco funzionali, non sono economici nella gestione, non sono flessibili, non si adatteranno ai cambiamenti della famiglia, al lavoro, non sono conformi alla normativa vigente (figuriamoci alla normativa di domani), ecc.. questo cosa causerà? Non terranno il mercato di domani, si svaluteranno un sacco.

La maggior parte delle persone crede che questo sia normale. NON è normale, si può e si deve pretendere molto di più da un super-investimento come è quello della casa. La tua casa può essere bella, confortevole, sicura, flessibile, fresca d’estate e calda d’inverno (a basso costo e senza condizionatore), può essere comoda per i bambini, per gli anziani e per chi ha problemi sensoriali o motori. Può trasformarsi in base alle esigenze della famiglia: può avere uno spazio indipendente per un anziano che entra in casa, un adolescente che prolunga la sua permanenza in famiglia, per lavorare da casa o per affittarne una porzione,…

La tua casa può essere personalizzabile, arredabile, garantire riservatezza, può essere silenziosa, consumare poco ed essere facile da mantenere. La maggior parte delle persone si accontenta perché non sa quello che può pretendere allo stesso prezzo. (Giuseppe Bellinelli)

Di che giardino sei?

Attraverso la ricomposizione delle immagini, dei ricordi, delle fantasie che costituiscono l’archetipo del nostro giardino intimo ognuno di noi può imparare a conoscere più in profondità se stesso e gli altri. Questo saggio restituisce il giardino alla sua funzione di luogo e produzione del mito. Un mito personale, liberato dalle convenzioni uniformanti della dimensione sociale, per accogliere lo spazio interno e privato della memoria, dell’attenzione amorevole a quel che si è stati, a quello che si sceglie di essere.

Attraverso immagini di giardini dipinti nei tempi: il giardino chiostro, il giardino lunare, stanza, urbano, aereo, paesaggio,… il libro fa immaginare, viaggiare dentro di noi e appaiono suoni e parole cresciute dal tempo. Credo che quando l’architettura riesce, anche solo in parte, a fare questo è un’ottima architettura. Ora raccogli parole, colori e odori e cominciamo a progettare. (GB)

Prepariamoci a vivere in un mondo con meno risorse, meno energia, meno abbondanza… e forse più felicità

Mai tante crisi tutte insieme: clima, ambiente, energia, risorse naturali, cibo, rifiuti, economia. Come fare? Ci vuole una nuova intelligenza collettiva. L’autore racconta il suo percorso verso la resilienza, ovvero la capacità di affrontare serenamente un futuro più incerto, e indica il programma politico che voterebbe. Il cambiamento deve partire dalle nostre case (più coibentate), dalle nostre abitudini, più sane ed economiche (dal consumo d’acqua ai trasporti, dai rifiuti alle energie rinnovabili, dall’orto all’impegno civile).

Un libro intelligente che ci mostra come la crisi economica ci obblighi ad usare meglio ciò che abbiamo.  Da tempo il nostro studio sta svolgendo ricerche per un abitare sostenibile (economicamente, socialmente e ambientalmente), ed ora tutti gli studi, le ricerche internazionali  e l’andamento economico del mercato convergono sul fatto che questo modo di concepire l’abitare e quindi il costruire è la via obbligata per affrontare la crisi economica.

Chi l’ha detto per esempio che la casa è solo una spesa? Se guardiamo in modo un poco acuto e più in là vedremmo che abbiamo a disposizione una serie di strumenti per ottimizzare i costi, diminuire le spese della nostra casa, ridurre i consumi, ecc.. se non la considerassimo come un oggetto estraneo a noi, lontano, difficile da capire e da controllare, ci accorgeremmo che può essere uno “strumento” al nostro servizio. Uno”strumento in grado di tenere il mercato” di domani, in grado di fornirci delle occasioni per una micro-imprenditorialità, per lavorare da casa, per accogliere un anziano che vuole la sua indipensenza, per un giovane che non riesce ad “uscire di casa” ; in grado di accompagnarci nella vita e farci vivere meglio.

atmosfere

Mi piace quest’architettura: della memoria, dell’impiego preciso e poetico dei materiali, della concretezza, del corpo, delle stagioni, dell’inaspettato, dell’emozione, dell’odore, del cielo, dell’azione, della corrispondenza tra forma e significato dove una molteplicità di piccole e piccolissime cose danno all’insieme un senso…sì mi piace.

Peter Zumthor: “Che cosa mi ha emozionato questa volta? Tutto: le cose, la gente, l’aria, i rumori, i suoni, i colori, alcune presenze materiali, le strutture, le forme. (…). L’architettura è fatta per essere vissuta, per essere utilizzata. (…). Non si lavora sulla forma ma su tutti gli altri aspetti: il suono, i rumori, i materiali, la composizione, l’anatomia,…Quarto: la temperatura dello spazio. Sto ancora cercando di elencare le cose che per me sono importanti ne creare un’atmosfera.

“…mi sembra ancora di sentire nell amano la maniglia dellaporta, quella porzione di metallo configuata a cucchiaio. La stringevo quando entravo nel giaridno di mia zia.  Mi ricordo il rumore della ghiaia sotto i miei piedi, la lucentezza moderata del legno di quescia lucidato delle scale (…)i seciati ricoperti di foglie di castagno in autunno e tante porte che si rinserravano in modo così diverso.

Il dizionario dei colori

Quanti colori codificatililla polvere, fiore di pesco, verde limone, ciclamino, verde smeraldo, lavanda scuro, rosa di parma, zafferano, rosso fragola, lampone, verde veronese, rosso rubino, verde muschio, verde pavone, violetto di cobalto, verde mela, blu reale, oro, giallo cadmio, vinaccia, verde bottiglia, blu di Prussia, nebbia, sabbia chiaro, cannella, verde oliva, senape, ruggine, azzurro-viola, cipria, avorio, verde perla, lacca solferino, malva opaco, cammello, terracotta, bronzo, tabacco, rosso granata, grigio petrolio, grigio piombo, …

E quanti colori ancora da creare: nero legno bruciato, bianco neve, blu cielo di montagna, verde temporale, rosso trottola, marroncino del mio vecchio cane, viola calze di cashmere, nero ciliegie, arancione cachi mai pronti, verde siepe di casa, lillaviola dell’amata di Chagall, grigiomarrone sabbia del sudafrica, bianco nuvola, marronelucido capelli, grigio tegola di quella cascina là, nero scarpe strette di Dalì, arancione montagna illuminata, beige pelle di Magritte, grigio ragno del cancello, verde viso del violinista di Chagall,…

          

Il piccolo libro degli istanti perfetti

I colori e gli istanti di questo libro dovrebbereo essere spremuti nelle nostre case…”ha il sapore intenso, leggero, di una manciata di ciliegie nere”

La glassa che ci riporta il sapore dell’infanzia, il calore di un bicchiere di caffè condiviso con gli amici, che scioglie il gelo dell’anima, i giochi di luce sull’acqua davanti a un antico lavatoio, il gusto intenso di una manciata di ciliegie nere, la musica segreta di un campo veneziano… “Il piccolo libro degli istanti perfetti” raccoglie, come in un album di immagini pittoriche, la memoria e il gusto di momenti strappati alla vita di tutti i giorni ma sublimati dalla pennellata lieve e inimitabile di Philippe Delerm.

quando la casa è una risorsa

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