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Villa Emma

Tradizione Toscana e nuovi modi d’abitare si fondono nella ristrutturazione di una villa sui Colli Marittimi Pisani. Di seguito alcuni render, il progetto è in corso…

RiPreso

Il nostro progetto RiCicla è stato ultimato e felicemente ribattezzato RiPreso; è il nuovo Centro di Raccolta Rifiuti di Castione della Presolana (BG). Un complesso innovativo, sia sul piano tecnico che su quello socioculturale.

L’intento principale del nostro progetto è quello di fare in modo che la sua frequentazione diventi parte delle abitudini dei cittadini con lo stesso meccanismo che si usa quando ci si reca nel negozio per comprare ciò di cui abbiamo bisogno, qui ci si reca al centro di raccolta quando dobbiamo smaltire qualcosa. Non ci si deve vestire come se si andasse in una stalla, non ci si deve tappare il naso, tenere lontani i bambini. E’ un posto pensato per essere gradevole, sicuro, di facile utilizzo sia da parte dei cittadini che da parte dei gestori: forme e materiali sono pensati per inserirsi in modo armonico con il contesto, per essere gradevoli ma anche facili da mantenere e da pulire, dove ci si può andare con i bambini per mostrare qual è un comportamento corretto.

Lo spazio è predisposto per ricevere e supportare programmi di occupazione di importanza sociale: laboratori di disassemblaggio, centri di  raccolta di indumenti o libri, negozi dell’usato; uno spazio che nel breve termine aumenti la quantità di materie riciclate e nel lungo termine diventi un punto importante del territorio per la nascita di una nuova micro imprenditorialità nel campo dei riciclo.

 

 

Concorso per un Asilo – Aarau Svizzera

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L’area di concorso per la progettazione di un edificio polifunzionale (asilo, asilo nido e doposcuola) si inserisce all’interno di un contesto ricco di edifici dedicati alla collettività  della Comunità di Aarau Rohr nel Cantone di Argovia in Svizzera.

Ci sono molti modi per amare i nostri bambini, uno può essere certamente espresso nella realizzazione dello spazio che creiamo intorno a loro. KinderLINDE vuole essere questo spazio.

Siamo partiti da due aspetti per il progetto:

  1. le due aree verdi paesaggisticamente rilevanti all’esterno dell’area di progetto che diventa una sorta di cerniera verde di collegamento tra queste due aree
  2. la struttura ad “albero” su cui si innestano gli edifici della collettività. L’albero di Tiglio all’interno dell’area di progetto che ha una valenza affettiva/simbolica per la Comunità.

L’ALBERO è:

  • riparo, casa (l’albero come corpo abitabile, come protezione dalle intemperie),
  • vita, mutamento, crescita,
  • nutrimento,
  • riferimento, punto di orientamento, punto di incontro,
  • memoria, vive a lungo cresce e vede il susseguirsi delle generazioni

L’ALBERO rappresenta quello di cui ha bisogno una collettività per vivere e per crescere, non a caso è stato scelto l’albero di Tiglio come elemento in cui riconoscersi dalla comunità di Rohr. Il Tiglio ha una foglia che richiama un cuore, richiama l’affetto, l’amore….il nuovo complesso si chiamerà KINDERlinde (il tiglio dei bambini).

Il progetto prevede:

  • nuovi alberi rafforzano il collegamento fisico e simbolico tra le due aree verdi importanti, come se gli alberi  migrassero e si incontrassero nel centro della Comunità di Rohr.
  • Un innesto sul “tronco” di questo albero esistente come un nuovo ramo che parte dal Tiglio; cresce il KinderLINDE.

L’innesto rigenera “l’ALBERO” esistente, i percorsi si riorganizzano su nuovi “rami” (in un possibile futuro), le foglie si staccano dal nuovo ramo e vanno ad appoggiarsi al suolo ridisegnando la grande area libera tra gli edifici della collettività.

I semi dei frutti del nuovo ramo (i bambini) cresceranno in un ambiente ricco di esperienze e stimoli ed una volta cresciuti daranno nuovo vigore alla Comunità di Aarau Rohr.

Spazi dell’educazione come cellula viva nel tessuto culturale e sociale, come elemento rigenerante; c’è quindi una rigenerazione urbana ed una rigenerazione sociale.

Il progetto si inserisce in modo armonico nel contesto costruito, non cerca la mimesi, ma un linguaggio in grado di dialogare senza prevaricare sull’esistente.

I due edifici si snodano da una piazzetta centrale su un “ramo” che entra in profondità.

Il “ramo” sale in verticale con un corpo scale/lift e da accesso alla grande copertura ad albero che rafforza simbolicamente questo collegamento, un grande ALBERO che si apre tra gli alberi; amplia gli spazi verdi, amplia la percezione, mette in collegamento visivo le aree libere paesaggisticamente importanti.

La copertura è “abitabile” per avere uno spazio diverso a disposizione dove si possono fare esperienze diverse diventa orto/serra/tenda spazio esperienze.

Gli edifici si presentano come due gusci che “proteggono” i bambini, ma che hanno le parti basse per lo più calde e permeabili alla vista. Un rivestimento in doghe di legno crea permeabilità diverse per bambini e per adulti.

Le facciate si deformano per accogliere e proteggere (compreso le biciclette); le facciate diventano gioco (su parete), panche, insegna; gli ingressi sono caldi (legno) come l’ingresso di una tana.

Le facciate si aprono in grandi vetrate ad altezze diverse verso il sole del mattino, verso gli spazi verdi, verso il sole del pomeriggio.

Giuseppe Bellinelli con studio associato cortinovisperolari, Sara Cottinelli, Simona Belli, Jesus Rio, Serena Motto, Giada Luciano.

SENSI-TIVE la casa sensibile

SENSI-TIVE la CASA SENSIBILE è nata dal bisogno di sentirsi parte di un disegno più grande.

1)     La sensibilità verso l’esterno, il suo inserimento nel ciclo di vita dell’ambiente – la sostenibilità ambientale e sociale

2)     La sensibilità verso l’interno, verso chi la abita, il suo inserimento nel ciclo di vita delle persone – benessere abitativo, sostenibilità economica e sociale, sono inseguiti attraverso:

  • la voglia di accompagnare nella vita
  • la voglia di fa vivere bene
  • la voglia di lasciare una traccia nei rapporti tra le persone
  • La voglia di essere uno strumento economico e non solo un costo        sensitive03 sensitive02 sensitive01 sensitive05 sensitive04

RICICLA RECYCLE

02 concept small01 in corso 01 small 01 concept 02 small02 conceptRICICLA è un nuovo centro di raccolta rifiuti che vuole essere qualcosa di più di un insieme di cassoni sopra un piazzale maleodorante delimitato da una recinzione con siepe. Vuole essere una rappresentazione plastica di un nuovo modo di vivere; l’abbiamo immaginata come un grande pettine che si infila nel terreno, distribuisce funzioni e suggerisce azioni. Immaginiamo il futuro passare attraverso modelli di vita legati allo sviluppo sostenibile tra consapevolezza del consumo e ottimizzazione delle risorse; immaginiamo un paese virtuoso che non si limiti ad entrare nella classifica dei “paesi ricicloni” ma che diventi un modello da seguire, dove, con il passare del tempo si vive meglio.

In questo quadro l’intervento è una risposta innovativa, sia sul piano tecnico che su quello socioculturale; uno scenario entro cui sono definite appropriate strategie d’azione urbana. L’oggetto rifiuto viene tolto dal suo tradizionale contesto ed acquista un nuovo valore, ritorna merce. L’intento principale del nostro progetto è quello di fare in modo che la sua frequentazione diventi parte delle abitudini dei cittadini con lo stesso meccanismo che si usa quando ci si reca nel negozio per comprare ciò di cui abbiamo bisogn, qui ci si reca al centro di raccolta quando dobbiamo smaltire qualcosa. Non ci si deve vestire come se si andasse in una stalla, non ci si deve tappare il naso, tenere lontani i bambini, è un posto gradevole, sicuro e pulito, dove ci si può andare con i bambini per mostrare qual è il comportamento giusto… il futuro non potrà che essere più consapevole.

Oltre ad una prevenzione di scarichi di rifiuti “selvaggi”, ad un risparmio di energia ed al recupero di materie prime p regiate, crediamo che potrebbero crearsi anche interessanti possibilità di avviare programmi di occupazione di importanza sociale: laboratori di disassemblaggio, centri di  raccolta di indumenti o libri, negozi dell’usato, …. una nuova micro imprenditorialità. I nostri ingredienti sono:

•             progettazione architettonica di qualità che consenta al luogo di essere “attrattivo” per i cittadini (immagine, pulizia, inserimento armonico nel contesto,…)

•             facilità di utilizzo, accessibilità da parte dei fruitori e di tutti gli utenti,

•             predisposizione per lo svolgimento di molteplici attività connesse alle problematiche dello smaltimento ecosostenibile e del riciclaggio,

•             utilizzo oculato dei consumi, attraverso un uso consapevole dell’energia.

RECYCLE is a new waste collection center that wants to be something more than a collection of trash bins on a smelly square and bordered by an ugly fence. The project aims to be a plastic representation of a new way of life; we have imagined it as a large comb that sticks into the ground dividing functions and suggesting actions. We imagine the future linked to lifestyles related to sustainable development, to awareness of consumption and to resource optimization; we imagine a virtuous town that becomes a model to follow, where people live better.

In this context the project is a technically and culturally response innovative, a scenario in which are defined appropriate strategies of urban action. The waste is removed from its traditional context and gets a new value, returning merchandise. The main aim of our project is to make sure that his frequentation becomes part of the habits of the citizen: with the same mechanism that is used when we go to the store to buy what we need, here you go to the center collection when we have to dispose something. we don’t have to dress as if you have to go to a stable, we don’t have to close our nose and keep children away. this is a pleasant place, safe and clean, where you can go with the kids to show what is the right behavior. the future is bound to be more aware.

We believe that may also be created interesting possibilities to start job programs of social value: disassembly laboratories, assembly centers for clothing or books, thrift shops, …. a new micro-entrepreneurship.

INTERNI EM

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Interni IP

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FINALLY AT HOME…

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puzzle park

Redevelopment of an empty space in a park as an opportunity to place a “missing piece of a puzzle” between various parts now separated, and to reclaim a portion of territory now foreign to the environment, as a rock in the middle of a river.We wanted to: give permeability to the area, break the enclosed space, use the strengths of the site (large green areas, panoramic views, flora, …), achieve a sustainable intervention (socially and economically). Puzzle park creates territorial continuity, brings connections, it connects to the existing pedestrian paths, becomes a point of attraction. It is thought as a welcoming space for everyone: children and elderly, young people, people with sensory and motor issues, residents, vacationers and tourists. “Green for All”, is designed using as a reference the weak users (children, the disabled, the elderly, …) to get a space more interesting and enjoyable for everyone.

The park say something about the place and his environment through different trails: in art, in nature, in the alpine flora, in the seasons, in the senses: sight (panoramic views, pleasant views, look at the stars, sunbathing), hearing (the wind, the birds,…), taste (the fruits), touch (with hands and feet), smell (perfumes,…).  The park aims to be:

  • Sensiteve. it takes into account its naturalness: shape, nature of the soil, climate, local species, …
  • Mutable. it change with the different seasons: plants provide shade in summer and let in the sun in winter, give different color in autumn and fruits in summer, attract butterflies, are home for squirrels and other animals. The trees have not only different colors in autumn but different aspects in winter: some lose their leaves, other wither, other retain different colors.
  •  flexible for future events and functions. it is suitable to be used in multiple ways by users, but also by the management that can organize different things and change the offer.
  •  Playful. a space to be used in a personal way. From surveys made ​​in the surrounding area, it could be seen that the local children still play as in the past, in a free and non-encoded way, using the space with simple elements.
  • Practical. a place where you can do things; the park is not born by aesthetic desire, but by what you can do there.

A space to live in a personal way.puzzlepark04 puzzlepark 02 puzzlepark 01

SLOWS AND SOUNDS

SLOWS AND SOUNDS è un sistema di “bande sonore” messe a punto dallo studio bellinelliarchitetti. E’ una composizione di bande sonore modulari (quelle che normalmente si trovano in commercio in materiale plastico oppure in vernice bi-componente) e segni grafici.

Abbiamo preso spunto dall’Urban sound ma senza la pretesa di raccontare pezzi di città e paesaggi;  volevamo trovare uno strumento per indurre un rallentamento dei veicoli trasformando il “fastidio” in piacere. Le note musicali sono state convertite in spazi e rilievi e la loro composizione, al passaggio delle ruote, produce melodie. I segni grafici possono comunicare, indicare un punto, segnalare un momento, evidenziare e suscitare curiosità, l’asfalto come una lavagna su cui scrivere.

SLOWS AND SOUND is a system of “rumble strips” developed by the architectural firm bellinelliarchitetti. It is a modular composition of rumble strips (those that are normally sold in plastic or in two-component paint) and symbols.

We have been inspired by the Urban sound without claiming to tell parts of cities and landscape; we wanted to find a way to induce vehicles to slowdown, turning the “annoyance” in pleasure. The musical notes have been converted in spaces and reliefs, and their composition, at the passage of the wheels, produces melodies. The symbols can communicate, indicate a point, highlight and arouse curiosity; the asphalt like a blackboard to write.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=_mo8ysCRE74

 

01 concept slows and sounds

senti le mucche… hear the cows…

Il tema: il riuso/riciclo di una vasca di abbeverazione per le mucche da trasformare in fontana pubblica.

L’approccio: siamo partiti da tre punti, l’uso originario della vasca, la situazione originaria e attuale del luogo di posizionamento della futura fontana. La vasca era un manufatto realizzato per far abbeverare le mucche al pascolo e posizionato solitamente nel prato; il luogo di posizionamento della fontana, ora un piazzale asfaltato, era in origine parte integrante di un promontorio che “avvolgeva” un santuario. Ora è luogo di grande passaggio pedonale, punto di partenza/arrivo e transito verso belle passeggiate nel bosco.

Il progetto: la vasca è collocata sopra un “pascolo” che ha rotto l’asfalto e si è riappropriato del suo luogo, al posto dell’asfalto c’è erba, margherite e ghiaia. L’acqua viene portata attraverso due tubi in ferro che si intersecano ricordando un animale che beve e su questi sono fissati dei campanacci da mucca. Bambini nel passeggino o persone su sedia a rotelle possono giocare con l’acqua e con i “campanacci”, altri possono giocare nell’erba, gli anziani si riposano lungo la passeggiata, … Sentiamo il suono dei “campanacci” e ci compaiono belle mucche alpine con il loro sguardo buono e gli orecchi attenti. Vecchie immagini e suoni dimenticati ricompaiono e per tutti lo spazio diventa funzione, gioco e memoria.

The theme: the reuse / recycling of a tank for watering the cows to turn into a public fountain.

The approach: we started by three points, the original use of the tank, the original situation and the place where the fountain will be placed. The tank was an artifact created to water the cows, usually placed in the lawn; the place where will be placed the fountain, now a paved square, was originally part of a promontory that “wrapped” a sanctuary. Now it is a place of great pedestrian crossing, point of departure / arrival and transit towards beautiful walks in the woods.

The project: the tank is located above a “pasture” that has broken the asphalt to reclaim his place, and now instead of asphalt there is grass, daisies and gravel. The water is brought through two tubes of iron, which intersect each other recalling an animal who is drinking; above these are fixed cowbells. Children in strollers or people in wheelchairs can play with the water and with the bells, the others can play in the grass, and the elderly can resting along the walk, … Let’s hear the sound of the “bells” and see beautiful alpine cows with their good look. Old forgotten images and sounds reappear, and for everyone the space becomes function, memory and game.

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il nido the nest

L’obiettivo è il sopralzo e l’ampliamento in facciata di un edificio esistente. L’intervento è stato visto come l’occasione per ripensare la casa e alle azioni che nei suoi spazi si possono fare, per adeguarla alle nuove esigenze, al carattere e gusto della famiglia; e non ultimo occasione per mettere in atto quegli accorgimenti che consentiranno alla casa di mantenere il suo valore sul mercato. Funzione e ironia sono gli ingredienti della nostra ricetta.

I problemi di illuminazione naturale, di protezione dagli agenti atmosferici, di flussi e percorsi, riservatezza, di azioni (rilassarsi al sole, giocare, guardare il cielo stellato, accogliere, guardare gli alberi, ascoltare il vento, studiare, annusare, darsi del tempo,…) vengono  risolti con semplicità ed un tocco di ironia.

La mente è andata subito alla famiglia proprietaria dell’edificio e l’immagine del NIDO e di ciò che avviene dentro ha preso forma: le falde del tetto si piegano a forma di “becco” per accogliere meglio le persone e per far entrare il sole, “rami d’albero” reggono il nuovo tetto e diventano camino esterno, pluviale, luce concentrata, lo spazio si dilata in avanti ed in alto per quanto concesso, facendo diventare i limiti spunti di progetto.

The goal is to raise the roof and expand the front of an existing building. The intervention was seen as an opportunity to rethink the house and the actions that you can do in its spaces, to adapt to the new needs, character and taste of the family, and as an opportunity to implement those measures which maintain over time the economic value of the building. Function and irony are the ingredients of our recipe.

The problems of natural light, protection from the weathering, privacy, actions (relax in the sun, playing games, watching the starry sky, look at the trees, listening to the wind, study, take time, …) are solved in a simple way and with a touch of irony.

The mind went immediately to the family that owns the building and to the image of the NEST: the pitches of the roof are shaped like a “beak” to accommodate more people and to let in the sun; the “tree branches” hold up the new roof and become outdoor fireplace, waterspout, concentrated light. The space expands onward and upward until the permitted extension, making the limits design ideas.

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